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Eni: accordo in Tunisia per coltivazione di ricino finalizzata alla produzione di biocarburanti sostenibili

Firmato MoU con SNDP. Si tratterà del primo caso al mondo di coltivazione semi-industriale non alimentare in area predesertica dedicata alla generazione di biocarburanti sostenibili.

Redazione ImpresaGreen

Eni e SNDP (Societè National de Distribution des Petroles AGIL SpA),  alla presenza del Ministro dell’Industria tunisino, Selim Feriani, hanno firmato un Memorandum of Understanding con l’obiettivo di collaborare, attraverso una società congiunta,  alla coltivazione del ricino a livello semi industriale finalizzata alla generazione di biocarburanti sostenibili, avviata già da Eni in via sperimentale nell’area di Gafsa.
Si tratterà del primo caso al mondo di coltivazione semi-industriale non alimentare in area predesertica dedicata alla generazione di biocarburanti sostenibili, che renderà disponibile olio vegetale a basso impatto ambientale per la sostituzione progressiva dell’olio di palma, il cui phase out è stato deciso a livello comunitario al 2030.
Il risultato della sperimentazione effettuata a Gafsa, che ha permesso di verificare l’ottimo risultato agronomico ottenuto, ha visto coinvolti l’Università di Catania (Dipartimento di Agraricoltura Alimentazione e Ambiente) per tutti gli aspetti legati alla produttività delle piante, il Technopolo Borj Cedria di Tunisi sugli aspetti geologici della coltivazione e sulla sua sostenibilità insieme alla ricerca Eni.
Il ricino, inoltre, è una pianta autoctona della Tunisia e molto resistente al clima caldo e secco delle zone interessate, con resistenza alle acque medio saline disponibili nelle falde acquifere di media profondità interessate. Lo sviluppo di coltivazioni di ricino in zone predesertiche, oltre a creare una barriera alla desertificazione incalzante con la creazione di un microclima meno estremo, rappresenta un’occasione di sviluppo locale per la creazione di una filiera agro-energetica sostenibile.

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Pubblicato il: 05/12/2019

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