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Sebigas e Maserati: attivo l'impianto di produzione di biometano

L'impianto ogni anno immetterà in rete oltre 5.000.000 Sm3 di biometano. Dal processo di digestione anerobica residuano anche 10.000 t/anno compost, destinato interamente al riutilizzo in agricoltura.

Redazione ImpresaGreen

Avviato nei giorni scorsi l'impianto di produzione di biometano alimentato con l'organico da raccolta differenziata dei rifiuti urbani (FORSU), progettato e costruito da Sebigas per Maserati Energia (di cui fanno parte Maserati srl e Sebigas srl) e sito a Sarmato, provincia di Piacenza.Disposto su un'area di 35.000 m2, l'impianto è stato progettato per trattare fino a 50.000 t/anno di FORSU e circa 5.000 t/anno di residui vegetali (verde).
Le diverse fasi di trattamento, ottimizzano l'intero processo riducendo al minimo gli scarti. Infatti soltanto il 7% dei rifiuti in ingresso - che corrispondono a plastiche, metalli e altri inerti presenti nei conferimenti - non viene lavorato.
 Il cuore dell'impianto, ove si realizza il processo di digestione anaerobica a umido, è costituito da 5 reattori (1 prevasca, 3 digestori e 1 post-digestore).
Il biogas prodotto in questa fase viene poi trattato in apposito sistema di upgrading, che separa la CO2 dal metano, producendo 5.100.000 Sm3 di biometano ogni anno da destinare interamente come carburante per autotrazione.
L'impianto Maserati trasforma i rifiuti organici raccolti in un bacino di circa 600.000 abitanti in un anno, in un volume di biometano corrispondente a oltre 180.000 rifornimenti per auto a metano, per una percorrenza indicativa di oltre 54.000.000 km, ovvero 90.000 viaggi auto da Roma a Milano in un anno. In aggiunta, lo sfruttamento spinto della frazione organica a livello di bacino, riduce la necessità di trasporto del rifiuto, portando a un generalizzato beneficio ambientale e contribuendo a incentivare il mercato delle energie rinnovabili e dell'economia circolare.
Dal processo di digestione anerobica, oltre al biometano, residuano 10.000 t/anno compost, destinato interamente al riutilizzo in agricoltura, e 36.000 m3/anno di effluente liquido depurato, che in parte viene scaricato in corpo idrico superficiale e in parte riutilizzato nello stesso ciclo produttivo.



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Pubblicato il: 02/05/2019

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